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lunedì 27 gennaio 2014

Le eccellenze braccianesi: il pisello verde tardivo di Boccalupo


Nel periodo racchiuso tra l'unità d'Italia e la prima guerra mondiale l'agricoltura della penisola conobbe una fase di forte sperimentazione e innovazione, in parte alimentata dal processo di privatizzazione delle terre, fenomeno in atto da decenni, ma che allora conobbe un'intensificazione (e che, parallelamente, proletarizzando lo strato più debole dei contadini, offrì alla nascente industria forza lavoro in saldo).
All'epoca le campagne braccianesi furono protagoniste di numerosi esperimenti, sia tecnologici, che colturali: uno dei più riusciti fu l'introduzione di una varietà greca di pisum sativum, detto  Pisello Thenos. Questa varietà aveva diversi pregi: si presentava con baccelli belli e grossi, mentre i suoi granelli erano dolci, gustosi e di facilissima digestione; inoltre si prestava meglio di altri per la conservazione invernale e manteneva la freschezza per 4-5 giorni, senza perdere la tenerezza e il sapore primitivo.
Questo pisello, per essere stato coltivato intensamente nelle terre di Boccalupo, e quivi essersi ambientato egregiamente, fu commercialmente denominato Pisello verde tardivo di Boccalupo. La pianta, infatti, voleva terreni di consistenza media e di composizione argilloso-calcarea o sabbioso-argilloso-calcarea, ma, soprattutto, apprezzava molto i terreni a castagno disboscati e messi a coltura, che in questo angolo di territorio erano molto diffusi.
Nei mercati romani divenne presto conosciutissimo e molto ricercato, tanto da generare gelosie fra gli altri produttori.

domenica 26 gennaio 2014

Le eccellenze braccianesi: l'allevamento delle mucche Simmental


Per ravvivare l'industria del latte fu importata a Bracciano la mucca di tipo Simmental, proveniente dalla svizzera. Questa razza, sebbene non fosse della più produttive, si acclimatò bene, e, per via della facilità d'ingrasso, poteva essere sfruttata anche per la carne. I primi esemplari giunsero direttamente dalla Svizzera, per tramite del Giovanni Battista Cerletti, un ex garibaldino originario di Chiavenna, che da giovane aveva partecipato alla III guerra d'indipendenza, divenuto uno dei principali esperti italiani di enologia e viticoltura, tanto da guadagnarsi il titolo di commendatore.

sabato 25 gennaio 2014

Le eccellenze braccianesi: i maiali del sindaco

Maiale Yorkshire

In Italia l'allevamento di suini è sempre rimasto legato alle razze esistenti in antico, già descritte da Columella. Soltanto dopo l'unità d'Italia il Ministero dell'Agricoltura inizia ad interessarsi alle razze inglesi, come la Berkshire e la Yorkshire. Numerosi allevatori, al tempo, cercarono di incrociare con profitto queste razze nordiche importante, in genere, a spese del Governo o della Corona: i risultati migliori erano spesso premiati nei concorsi agrari nazionali e regionali.
In occasione del concorso agrario regionale (del Lazio) del 1876 la medaglia d'oro fu attribuita alla Scuola Podere di Villa Corsini (un istituto agrario che era stato fondato nel 1872, a Valmontone, e da pochi mesi trasferito nel terreno annesso al così detto "casale di S. Pio V" sul Gianicolo) per una eccezionale scrofa Berkshire; le medaglie d'argento e di bronzo furono assegnate al Sindaco di Bracciano Paolo Traversini, la prima per un verro Yorkshire, la seconda per alcune scrofe di grossa taglia della medesima razza.
Nonostante le "gambe troppo alte" e la "testa troppo piuttosto grossa", la razza Yorkshire era stimata per gli incroci, che avrebbero potuto correggerne i difetti mantenendone la capacità di sviluppare dimensioni notevoli.